Archiviata la prima parte della stagione, è tempo di bilanci per il Barricalla CUS Torino Volley. La compagine cussina, infatti, ha raggiunto proprio nell’ultimo match disputato la qualificazione alla fase finale più prestigiosa del campionato di serie A2 femminile, la Pool Promozione. Il testa a testa con Busto Arsizio, Montecchio e Macerata è andato avanti a lungo e a spuntarla alla fine sono state proprio le lombarde, classificatesi quarte, e Gobbo e compagne che, con la straripante vittoria per 3-0 ottenuta tra le mura amiche del Pala “Gianni Asti” contro Ravenna, hanno raggiunto un grande traguardo. I meriti di questo importante risultato, oltre che delle giocatrici ovviamente, sono anche e soprattutto di coach Mauro Chiappafreddo e di tutto il suo staff che in questi mesi ha svolto un grande lavoro. Il tecnico umbro, alla sua prima stagione presso il Centro Universitario Sportivo torinese, ha portato una ventata di ottimismo e una metodologia di allenamento nuova e stimolante. Lo abbiamo intervistato per sapere le sue emozioni per questo risultato raggiunto e per un primo bilancio dopo i suoi primi mesi al CUS.

Buongiorno coach, quali aspetti del progetto cussino l’hanno spinta ad accettare questa sfida?
“Prima di tutto il progetto, nella sua totalità. Questa realtà si ispira ai college americani ed è un’eccellenza in Italia. Ho avuto la fortuna di lavorare con tante atlete professioniste, ma ho avuto allo stesso tempo la fortuna di lavorare con delle ragazze molto giovani, di 14/15 anni, e queste esperienze mi hanno lasciato tanto sotto tutti i punti di vista e mi sono servite per approcciare al meglio questa nuova avventura dove mi sono trovato ad allenare giocatrici che, nella maggior parte dei casi, sono anche studentesse che devono conciliare la vita universitaria con lo sport ad alto livello, con tutti i sacrifici che comporta questo doppio impegno. Anche io ho investito su me stesso e sono molto felice della scelta che ho fatto. Ho trovato una realtà molto accogliente, dove si riesce a dare il massimo perché non sei giudicato a priori e hai la possibilità di metterti in gioco”.

Quando è cambiata la vostra stagione?
“Non c’è stata una gara in particolare che ci ha fatto capire che la direzione presa fosse quella giusta, ma sono stati un insieme di fattori a far svoltare la nostra stagione. Abbiamo iniziato a prendere sempre più consapevolezza dei nostri mezzi, abbiamo creato un nostro modo di giocare, ci siamo affidati ai nostri punti di forza, uno su tutti il muro-difesa, e abbiamo preso coscienza del fatto che abbiamo bisogno di tutte e dodici le giocatrici. Ho la fortuna di avere ragazze con caratteristiche molto diverse tra loro, di conseguenza in base all’avversario che siamo andati ad affrontare ho cercato di comporre la migliore formazione possibile, ma così facendo tutte si sono ritenute arruolabili in qualsiasi momento. Proprio con il supporto di tutte loro siamo riusciti a conquistare la Pool Promozione”.

A che cosa si può puntare in questa seconda fase?
“Non abbiamo un obiettivo specifico di classifica. Vogliamo, però, continuare a lavorare con serietà e serenità, come sempre abbiamo fatto, provando a ottenere il massimo in questa pool che sarà molto competitiva. Sicuramente ogni giocatrice dovrà porsi obiettivi personali, dopo quelli di squadra ovviamente, cercando di crescere sotto l’aspetto tecnico e mentale. Sono già stati fatti importanti progressi fino a questo momento, ma c’è sempre il desiderio di migliorarsi, allenamento dopo allenamento. Come ho detto la crescita delle mie giocatrici sarà importante, ma fondamentale risulterà essere l’acquisizione da parte loro di una maggiore consapevolezza nelle proprie potenzialità. La qualificazione che abbiamo ottenuto non è frutto del caso, ma di un duro lavoro che è stato fatto in tutti questi mesi. Per ottenere risultati è importante sacrificarsi e le mie atlete sotto questo punto di vista mi rendono molto orgoglioso”.

 La squadra sotto quali punti di vista l’ha già soddisfatta e dove, invece, ci sono margini di miglioramento?
“Per quanto riguarda gli aspetti dove si può migliorare tocco volentieri nuovamente i temi della consapevolezza, intesa come consapevolezza in se stessi, e del lavoro che è stato fatto. Ciò che mi ha soddisfatto, invece, è sicuramente l’applicazione metodica sul muro-difesa che ci permette di viaggiare su percentuali di efficienza molto alte. Abbiamo un numero di palloni rigiocati molto più alto rispetto alle squadre che ci precedono in classifica. Anche domenica abbiamo avuto un cambio palla altissimo e allo stesso tempo un ottimo contrattacco e lo stesso è valso anche nella trasferta contro Macerata e nelle ultime gare disputate. Un altro aspetto, invece, sul quale possiamo migliorarci ancora è legato alla pazienza che dovremmo avere in alcune fasi delicate del match, ma con questa nuova fase avremo tante opportunità per provare a crescere”.

 Quanto sono importanti i dettagli nella preparazione di un match? Oltre alla sua squadra con quale cura studia, e chiede di studiare alle sue giocatrici, le avversarie?
È una domanda che dovresti girare alle ragazze, ma non sono sicuro di voler sapere le loro risposte (ride, ndr). Scherzi a parte, sono molto puntiglioso e ritengo che oltre a conoscere le nostre caratteristiche sia importante curare nel dettaglio anche le squadre avversarie. Anche in questo caso, però, posso dire che tutte le mie ragazze hanno risposto alla grande agli input che con lo staff abbiamo cercato di dare. All’inizio della mia avventura qui al CUS ammetto che questo mio modo di lavorare poteva sembrare anche per loro un po’ pesante, ma con il passare del tempo hanno capito l’importanza di un’analisi fatta bene e stanno diventando sempre più attente ai dettagli. Penso che conoscere le caratteristiche degli avversari sia molto importante, proprio perché studiando altre tipologie di gioco e di movimenti riesci a migliorare anche te stesso. Siamo riusciti a trovare un perfetto punto d’incontro. Io mi sono adeguato a loro e anche loro hanno fatto lo stesso con me. C’è grande sinergia e unione di intenti”.