IL LIBERO

La figura del Libero fu introdotta ufficialmente nel 1997 in occasione della World League maschile.
Furono molte le discussione e le polemiche relative alla troppa specializzazione dei ruoli che comportava l’inserimento di questa figura. In realtà poi si è visto che non ha portato ad un impoverimento nella tecnica in generale, bensì ad un vero e proprio allungamento della “vita agonistica” dei giocatori che dividono il proprio ruolo con quello del libero. E’ altresì vero che l’inserimento di questa figura ha permesso a giocatori molto tecnici di poter approdare a Campionati Nazionali avendo come unico deficit quello dell’altezza. Ritengo che nella realtà il libero sia una delle più importanti innovazioni di regolamento che hanno costretto i tecnici ad analizzare ed applicare nuove scelte tecniche e tattiche sia in allenamento che in partita. Andare verso una specializzazione dei ruoli non è negativo bensì specializzare significa anche valorizzare l’ atleta stesso. Marco Paolini afferma che “fare tutto e farlo bene” é solo un’utopia e che l’abilità del tecnico consiste proprio nell’esaltare la attitudini positive rispetto alle negative per dare sicurezze non debolezze.

Andiamo ad individuare le caratteristiche fisiche e tecniche di un libero.

CARATTERISTICHE FISICHE

Capacità coordinative: ricordiamo che lo sviluppo e l’allenamento delle capacità coordinative ha la sua massima espressione tra i 6 ai 12 anni. In questa fascia di età non essendoci una crescita fisica molto importante, le capacità percettive e i relativi equilibri neuromuscolari hanno la massima espressione.
Ecco che una specializzazione troppo precoce e non preceduta da una buona base motoria può formare importanti inibizioni. In questa età è praticamente impossibile perfezionare, velocizzare o modificare un gesto tecnico ecco che il lavoro nella modalità “contaminativa” consentirà ad un atleta che si accinge a fare questo ruolo di non avere un numero limitato di automatismi e di non incorrere in uno scarso sviluppo delle capacità coordinative. E’ significativo il fatto che l’inserimento del libero “in gioco” avvenga solo dopo i 14 anni proprio per questi motivi.

Altezza: Sappiamo che i compiti del libero sono quelli di ricezione e difesa, va da se che l’altezza gioca un ruolo alquanto marginale. E’ fuori da ogni dubbio che un libero con un baricentro basso sarò avvantaggiato rispetto ad un libero più “alto”.

Flessibilità/mobilità/angolo tibio tarsico: sono a mio avviso le caratteristiche fisiche più importanti che un libero debba possedere. Ritengo che la flessibilità,la mobilità delle caviglie e della colonna vertebrale siano una discriminate importante per chi si accinge a ricoprire questo ruolo.

Reattività: anche questa dote è una caratteristica fisica importante che, insieme la forza espressa nella sua componente di velocità e insieme anche ad un’innata capacità acrobatica, caratterizzano questo ruolo.

 

CARATTERISTICHE TECNICHE

Motivazione: è una condizione necessaria che un libero deve possedere e che a mio avviso è una discriminate importantissima per questo ruolo prima che delle pure capacità fisiche e tecniche.
Il libero è un ruolo che ha la sua massima spettacolarizzazione in una difesa acrobatica e difficilmente riesce ad essere protagonista nella conclusione di un punto. Un libero deve possedere ottime doti di coraggio, di volitività, di disponibilità, di sacrificio e di equilibrio. Ecco che assume una responsabilità importante la scelta di affidare questo ruolo (in particolare in giove età) ad un atleta.

Piano di Rimbalzo: come abbiamo definito per il “posto 4”, braccia forti e piano di rimbalzo buono sono aspetti che vanno ad identificare sin da subito un atleta adatto a ricoprire questo ruolo. Posizionamento delle braccia, aggressività, capacità di anticipo della palla, bagher laterale, sono tecniche e aspetti su cui poi lavorare si dalla precoce età.

Difesa/Ricezione: molto importate è la differenziazione di queste due tecniche. Assistiamo molto spesso (in particolare ad alto livello) a l’utilizzo in campo di due liberi diversi, uno per la ricezione e uno per la difesa. E’ fuori da ogni dubbio che un libero debba saper ricevere bene, ma spesso è proprio nella difesa che le giocatrici migliori si distinguono. K. Kiraly afferma che “la difesa non è una tecnica ma un modo di pensare”. All’allenatore lascio la scelta e la gestione della situazione del doppio libero in campo.

Un altro aspetto importante da insegnare al libero (ma anche a tutta la squadra) e su cui spesso non ci si sofferma abbastanza, è la capacità di lettura dell’alzata avversaria. E’ quindi necessario andare a definire sin da subito una scelta differente di posizionamento difensivo in base ad una alzata di palla alta, di palla super, di palla verticale, di palla vicina o lontana dalla rete. Stesso discorso vale per la ricezione. Andremo quindi ad insegnare la posizione di partenza in base al tipo di battuta (spin, float, salto float) e in base alla distanza che il battitore avversario assume rispetto alle linea di fondo campo.

Tecnica di Alzata: ritengo che alzare bene una difesa abbia la stessa importanza che effettuare la difesa stessa. E’ fondamentale che il libero sappia eseguire un’alzata sia in bagher che in palleggio e perché no provare, almeno in sede di allenamento, “alzate meno consuete e più acrobatiche”

Elaborazione tattica: Ritengo che un libero abbia anche un ruolo importante nell’elaborazione tattica della difesa e della ricezione. Personalmente lo definisco il “Ministro delle Difesa” della squadra. Credo che con il tempo vada affidata al libero la gestione dei fondamentali di difesa e di ricezione . E’ quindi di fondamentale importanza definire con il libero le competenze di ricezione e di difesa e poi condividerle con tutta la squadra.

Concludo affermando che, le caratteristiche tecniche e fisiche vanno poi allenate seguendo un percorso di crescita che si fonda su basi scientifiche (allenamento neurogeno nell’età evolutiva e tecnica dei sovraccarichi) e su esperienze tecnico- tattiche eseguite sul campo.